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Lettera della presidentessa della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

In una società dominata dalla dieta onnivora, la gran parte delle persone, professionisti compresi, sono portate a considerare la propria dieta come "la migliore" e non sono stimolate a consultare altre informazioni. Un altro aspetto non irrilevante che sostiene la disinformazione è rappresentato dagli enormi interessi commerciali che vedono certe scelte della popolazione come un attentato al profitto - sempre più incalzante -, che le industrie zootecniche stanno subendo negli ultimi anni. 

In questo contesto si collocano le periodiche notizie a sfavore delle diete a base vegetale, soprattutto della dieta vegana, vista in modo acritico e manipolatoria come dieta che esclude tutti i cibi animali, ma senza invece nessuna altra classificazione basata sui cibi e i nutrienti che essa include. Un calderone, insomma, in cui trovano posto molti tipi di diete, anche quelle realmente restrittive come ad esempio la crudista o la fruttariana, che complete non sono. Ricordiamo invece che una dieta vegana propriamente  detta non può essere restrittiva, in quanto in grado di fornire tutti i nutrienti necessari all'organismo (per inciso, le proteine animali non  sono necessarie)attraverso l'assunzione di tutti cibi vegetali (cereali, legumi, frutta, frutta secca a guscio) e l'attenzione ai nutrienti critici, alcuni dei quali, come la vitamina D e in minor misura la vitamina B12, sonno critici in tutti tipi di diete, anche quelli che includono cibi animali.

Dal 2017 gira un Position Paper (a cui abbiamo ampiamente controbattuto) congiunto di alcune società italiane di pediatria (mai sottoposto a revisione paritaria, a differenza di quel che è richiesto a qualunque documento scientifico), sfavorevole alle diete planet-based, che periodicamente viene rispolverato spacciandolo come fosse una nuova scoperta: è successo nuovamente di recente. Si tratta di un documento che si basa su una scorretta classificazione delle diete prese in esame, ma soprattutto si basa su analisi di studi vecchi, condotti quando nessuno aveva la competenza necessaria per dare indicazioni sulla corretta pianificazione di queste diete nel bambino. 

Fortunatamente ora non è più così, le conoscenze ci sono e sono disponibili a tutti, genitori ma soprattutto professionisti, ai quali i genitori dovrebbero potersi affidare con fiducia. Invece purtroppo così non è ancora: si continua a mantenere una rigida opposizione, basata sul nulla, che viene abbracciata acriticamente da molti professionisti, con il risultato che i genitori vengono terrorizzati psicologicamente sulle conseguenze per il bambino della loro scelta, con il rischio che molte famiglie potrebbero affidarsi nelle mani sbagliate, mettendo, questa volta sul serio, in pericolo la salute dei propri figli. 

Per tale motivo SSNV - Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana ha creato una rete di professionisti, la ReteFamigliaVeg, competenti in nutrizione planet-based e con conoscenze specifiche per la madre e il bambino. Si tratta di professionisti che hanno seguito corsi di formazione specialistica e che quotidianamente vedono nei propri studi professionali questi soggetti. E' dall'esperienza di questa vasta rete di professionisti che ci sentiamo di ribadire ad alta voce l'affermazione che le diete a base vegetale, incluse quelle vegane propriamente dette, sono sicure per il bambino, e potranno conferirgli un futuro di migliore salute da adulto. Già per  il bambino infatti è possibile affermare che i tassi di sovrappeso-obesità, di cui sono affetti 1/3 dei bambini italiani e che è la madre di tutte le malattie cardiometaboliche, sono estremamente ridotti nei bambini che seguono diete a base vegetale. Un studio condotto del 2004 su bambini italiane delle scuole secondarie (a dieta onnivora) ha mostrato molte criticità quali: elevate assunzioni di grassi totali e saturi, basse assunzioni di frutta e verdura, fibra, calcio e ferro, con ridotte assunzioni di carboidrati complessi, ma elevate assunzioni di zuccheri semplici. Per contro un altro recente studio condotto su bambini tedeschi di 1 - 3 anni non ha rilevato la presenza di differenze significative nelle assunzioni di energia e nei parametri antropometrici di bambini vegani e latto - ovo - vegetariani in confronto agli onnivori. Tuttavia, anche in questo studio i bambini onnivori avevano le più elevate assunzioni di grassi e zuccheri aggiunti, oltre che di proteine, mentre i bambini vegani avevano le più elevate assunzioni di carboidrati complessi e fibre. Gli autori concludono quindi che nella prima infanzia le diete latto - ovo- vegetariane e vegane, in confronto con quelle onnivore, sono in grado di fornire le stesse quantità di macronutrienti, assicurando una crescita normale.

Non ci sono quindi evidenze valide per sconsigliare le diete e base vegetale a genitori che per motivate convinzioni vogliano  estendere questa scelta ai propri figli: non sono evidenze scientifiche i dati vecchi di 30 anni utilizzati per trarre conclusioni sbagliate, così come non lo sono le sporadiche segnalazioni di bambini malnutriti, additati come vegani ma che tali non sono.

Va detto senza mezzi termini e in tutta onestà che la malnutrizione del bambino può essere sostenuta sia da una dieta a base di cibi vegetali che da una dieta a base di cibo animale. La seconda possibilità è di gran lunga più frequente della prima, vista la grande quantità di bambini in sovrappeso, obesi, ipertesi, con diabete tipo 2. Ma questi non fanno notizia, no sono presentati come modelli da evitare. 

 

Dott.ssa Luciana Baroni, Presidente SSNV

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