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Cardi in agrodolce con confettura di pomodori verdi


La nostra confettura di pomodori verdi nasce dall'esigenza di utilizzare tutti quei pomodori che rimangono nell'orto a metà settembre, quando ormai il sole diventa tiepido e i pomodori non riescono più ad arrossire.

 

 

Iniziamo con il pelare  molto bene una pianta di cardo mettendola subito in acqua  e limone, tagliata a pezzi di qualche centimetro. Il cardo è molto più  fibroso del sedano, quindi bisogna insistere nel lavoro di pelatura; si può usare il pelapatate, passandolo più folte, o tirare i fili con un coltello partendo dalla base. Mettiamo a bollire in una pentola dell' acqua con 1/2 limone spremuto e facciamo cucinare i cardi per 15/20 minuti. Il tempo di cottura lo decidiamo assaggiando di volta in volta fino a che ci risulta facile la masticazione. Se dovesse risultare immangiabile per via delle sue fibre, vuol dire che non lo abbiamo pulito bene; possiamo  buttiamo via tutto.

Adesso prepariamo un bel soffritto con  dell'olio extra vergine d'oliva, un aglio intero, che poi andremo a togliere (se gradite mangiare l'aglio per le sue molteplici proprietà e per il suo aroma, toglietegli l'anima e schiacciatelo con l'apposito schiacciaglio), due cucchiai di bacche goji precedentemente ammollate per un'ora (va bene anche l'uvetta) due cucchiai pieni di capperi sotto sale, anche loro sciacquati e ammollati e una decina di nocciole tostate e tritate grossolanamente.

Come capperi ho usato quelli di Pantelleria; sono fortunato perché me li porta ogni estate una mia cara amica. Sono molto aromatici e salini per via della loro particolare posizione in al mezzo del Mediterraneo.

Facciamo cucinare per 3 minuti, poi uniamo i cardi scolati e sfumiamo con due cucchiai di aceto di mele (uso spesso l'aceto di mele perché è più delicato rispetto a quello di vino).

 

 

 

Due minuti prima di spegnere il fuoco ci versiamo 2 o 3 cucchiai di confettura di pomodori verdi e amalgamiamo per bene il tutto. Nella classica ricetta i cucchiai di confettura si sostituiscono con dello zucchero grezzo.

 

 

 

A questo punto possiamo impiattare, ma aspettiamo che siano tiepidi o freddi prima di assaggiare. Il giorno dopo sono ancora più buoni e si conservano bene per 2 o 3 giorni. Si possono usare come antipastino affiancati ad un primo sale o a del pecorino, oppure mangiati insieme ad un riso gustoso tipo basmati, venere o rosso, sempre a temperatura ambiente.

 

Buon aperitivo dal vostro Agri chef Emy

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